Scanner per diapositive, come sceglierli e perché sono unici

Chi non ha in soffitta una scatola di vecchi negativi o di diapositive? Che farne? L’alternativa alla discarica è uno scanner per diapositive, l’unico in grado di recuperare questo patrimonio del passato e farlo rivivere recuperando quelle vecchie immagini in nessun altro modo fruibili. Per non perdere le immagini fissate in un negativo o in una diapositiva, infatti, l’unica soluzione è affidarle al trattamento dello scanner per diapositive, speciali macchine concepite proprio per questo scopo, una sorta di salvataggio della memoria storica, personale ed affettiva. Per questo hanno una valenza ancora maggiore, per la grande responsabilità di far resuscitare immagini ormai sepolte, a prescindere dal prezzo di mercato che, a volte, si rivela impegnativo. Si tratta, infatti, di macchine professionali in grado di scannerizzare le tradizionali diapositive da 35 mm, in alcuni rari casi da 110 mm.

Cosa guardare in uno scanner per diapositive, qualora dovessimo decidere di acquistarne uno per ridare vita e smalto alle immagini imprigionate in vecchie diapositive? Innanzitutto, va considerata la velocità di scansione e la risoluzione in pixel per una resa grafica di qualità. Inoltre, va valutata la compatibilità con il proprio pc e, nella fattispecie, con i sistemi Windows e Mac. Non ultimo, bisogna considerare la differenza tra scanner che danno la possibilità di essere usati ovunque o modelli che funzionano solo in collegamento con il computer. Come si può vedere, sono tanti i parametri da tenere in considerazione, soprattutto quando si tratta di dispositivi, come questi, che non sono noti ai più, per quanto preziosi e insostituibili. Non c’è altro modo di poter salvare un patrimonio visivo come quello fissato nelle diapositive o nei negativi di vecchie foto se non attraverso questo tipo di scanner.

In che consiste, di preciso, il trattamento a cui vengono sottoposte le diapositive con questi scanner? La peculiarità di questi strumenti di nicchia consiste nell’elaborare tutto il materiale analogico racchiuso nelle diapositive o nei negativi e non fare altro che digitalizzarlo. E’ un modo di cristallizzare la memoria e salvare un pezzo di vita chiusa in quelle lontane immagini, un’operazione nostalgia se si tratta di un’attività a sfondo privato e personale, un grande contributo alla storia se, invece, quel materiale verrà poi messo a disposizione di tutti tramite mostre ed esposizioni a tema.